Riflessioni sporadiche da osteopata e fisioterapista malato dentro.
Ormai sono quasi due mesi che viaggio in lungo e in largo per la Thailandia prima e ora in Vietnam e non posso negare di non avere abbandonato gli strumenti del mestiere nel mio studio. Osservare le persone, le loro posture, il loro modo di camminare, è ormai da anni parte della mia deformazione professionale. Lo stile di vita degli asiatici sappiamo, o per sentito dire o per aver visto documentari o film, essere molto diversa dalla nostra. Nello specifico riflettevo sul fatto che le loro abitudini posturali potrebbero essere di grande beneficio per molte patologie, invece molto frequenti nel nostro mondo occidentale. Mi riferisco all'artrosi alle anche, per esempio, o a patologie artrosiche che colpiscono altre articolazioni importanti. Infatti, anche la popolazione anziana, vive una vita molto dinamica e la posizione seduta in particolare, come si vede da questa foto scattata stamattina, va ad interessare l'articolazione dell'anca in maniera molto più completa e (aggiungo io) "sana". Questa che si vede, per gli anziani, è la normalità da queste parti. Le care comodissime sedie, per loro fortuna, sono arrivate un pó dopo e le abitudini sappiamo che sono dure da cambiare.
Non contento delle mie ipotesi, ho fatto un giro sul web, andando a cercare anche studi con evidenze scientifiche e sono rimasto stupito da ciò che ho letto. Il "Beijing Osteoarthritis Study" (uno studio cardine) sull'argomento e probabilmente lo studio più citato in letteratura, ha messo a confronto anziani di Pechino con anziani degli Stati Uniti (coorte di Framingham).
Risultato scioccante: la prevalenza di artrosi dell'anca radiografica nei cinesi era dell'80-90% inferiore rispetto ai caucasici negli USA. Un altro dato importante riguardo al dolore artrosico:
mentre negli USA si aspettavano decine di casi di dolore clinico all'anca nel campione, tra gli uomini cinesi non è stato trovato nemmeno un caso di artrosi dell'anca sintomatica.
La letteratura scientifica ipotizza che l'abitudine al "deep squat", ossia al sedersi a terra, influenzi la morfologia stessa dell'articolazione provocando nel tempo un modellamento dell'acetabolo. Il movimento costante in flessione profonda impedisce che solo una piccola porzione della cartilagine (quella superiore, tipica della posizione seduta su sedia) sopporti tutto il carico. Alcuni studi suggeriscono che lo sviluppo di deformità morfologiche (come l'impingement femoro-acetabolare) sia meno frequente in chi cresce utilizzando l'anca in tutto il suo ROM naturale. Ci sarebbe il rovescio della medaglia per cui le ginocchia sarebbero più sollecitate ma il discorso si farebbe troppo lungo e io vi ho già annoiato.
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